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Silvia Cegalin

Journalist, Writer, Observer

Location icon Italy

Expert in underground cultural phenomena and interested in transformations in the digital world, in my writings you will always find a bit of philosophy.

I work at various levels both writing analytic long-form article and carrying out investigations dedicated above all to the I.tech and the social world;
No matter of the nature of the subject if I feel that I can tell something new, the next second I start to write...and, of course:

No mainstream vision!

Portfolio

Long-Form

Yanez
08/11/2021
Nella terra degli invisibili

Padova, Piazza Garibaldi, 2018 Due zaini Invicta sono appoggiati per terra mentre una sedia pieghevole blu è accostata ad una bicicletta. Poco più un là un gruppetto di uomini parla; li supero, i nostri sguardi si incrociano. Quella è stata una delle prime volte che ho notato questo gruppo di persone che chiacchierava, le loro cose lasciate a terra.

Kabul
05/13/2021
Eterotopie cyberspaziali - KABUL magazine

"Non abbiamo bisogno di altri mondi, abbiamo bisogno di specchi". (Stanisław Lem, Solaris) Se l'autore di Solaris si riferiva all'urgenza di forgiare un mondo riflesso che si sostanziava attraverso la metafora degli specchi, oggi questa propulsione non sembra essere svanita, e l'individuo giace in dimensioni rispecchianti che sfocano la forma del tempo e delle cose, rendendo talvolta vano qualsiasi sforzo di identificazione tra ciò che effettivamente esiste e ciò che è solo apparente.

Yanez
02/24/2021
Una sola moltitudine

Un'isola in cui è difficoltoso attraccare e che conferma la propria esistenza distaccandosi dal moto perpetuo, divenendo un'entità singola che si autodefinisce attraverso una tensione solitaria che la rifugge dal vuoto. Ed è in questo stare esterni, al di fuori, che si può incontrare la Solitudine, stato esistenziale in cui l'altro viene a mancare e che si fonda in un canto a un'unica voce: la nostra.

Yanez
02/11/2021
L'Iperrealtà della nostra Realtà

Questa è l'era dell'Esistente. Di un esistente sovraccarico in cui c'è spazio solo per ciò che è reale (o considerato tale). Dove questo stesso reale si manifesta attraverso la sovrabbondanza di sé, senza concedersi tregua e respiro in quel frangente definito fantastico.

KABUL magazine
11/10/2020
Il potere del controllo sociale tra distopie e contro-azioni artistiche

"Quello che ci sembra la nostra libera volontà - cioè i nostri desideri, la coscienza di voler fare quel che facciamo - può benissimo essere un'illusione". (Philip Dick, Se vi pare che questo mondo sia brutto) - Grande fratello & Stato di polizia: la sorveglianza come potere e fonte di paura Siamo anche noi, [...]

menelique
05/13/2020
Immagine VS parola

Occhi bassi, testa chinata e dita che digitano freneticamente sull'iphone, più veloce dei pensieri e forse più veloce degli eventi stessi. È questa la postura ai tempi del mondo a prova di click. Una postura orientata verso il basso, che si piega tendenzialmente in direzione della terra e che, personalmente, mi ricorda la posizione primitiva che assumevano gli ominidi: in questo eccesso di tecnologia stiamo forse regredendo?

KABUL magazine
04/15/2020
Il lato creativo del dark web

Immersione nel Deep e nel Dark Web: cosa sono e come funzionano "Non gridare al fuoco nel cyberspazio". (J. C. Herz , I surfisti di Internet, Feltrinelli, Milano, 1999) Per affrontare l'argomento di cui vi parlerò in questo articolo occorre spingersi aldilà della superficie per andare in profondità, in quel lato oscuro che [...]

Underground Tales

Salmace
06/15/2021
Rifrangente

di Silvia Cegalin Residui di terra esplosa volavano verso il cielo. Ombre tattili pronte a schiantarsi nell'etere, per poi disintegrarsi e tornare al suolo sotto forma di scaglie fosforescenti prive di energia. Come all'interno di un gioco cinico senza fine, il vulcano scaricava rabbia fuori di sé, riversando materia incandescente, svuotandosi.

Yanez
05/05/2021
Rovigo, la città invisibile

"Prossima fermata Rovigo. Prossima fermata Rovigo", annuncia la voce registrata dall'altoparlante, mentre il treno rallenta. Ci avviamo verso le uscite, a quell'ora sempre i medesimi volti, vite di pendolari che s'incontrano quasi ogni giorno, senza però mai salutarsi.

clean
01/30/2021
Sottosopra

Fotografia di Oana Pughineanu - Seiko Pilgrim Photography - @seikopilgrim Forse è questa vista dall'alto che disorienta la percezione, confonde ciò che si crede di vedere con ciò che si vede. Succubi di un incessante movimento - le forme - si svuotano di concretezza, apparendo instabili in quell'eterno vagare in cui l'unico obiettivo, forse, è...

Rabid Oak
10/26/2019
Mater(ial)

You can't calculate the precise number of eyes that were staring at the center of the road. Attracted by a propulsion that doesn't allow breaks, innumerable irises recorded, simultaneously, the same scene, showing at each one a different detail. Anyway, what was in the middle of the street was exactly the same thing for everyone....

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